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X le stelle del nostro cammino...Mi dissero alcuni passanti alla mia bancarella, fa troppo freddo molla tutto e vai a casa, cosa speri di fare oggi raccoglierai solo briciole fa freddo, troppo freddo,la gente non esce...Ma tra me pensai dal freddo posso coprirmi e tenere duro rimanendo lì a distrarmi cercando un raggio di sole che mi riscaldi attraverso i vetri blu del grattacielo di Pinerolo...ma chi soffre dalla fame?Non posso tornare a casa prima di sera, il freddo è il mio nemico numero uno qui sotto a questo porticato e voglio rimanere a raccogliere briciole di speranza xle stelle del nostro cammino.So' di essere una goccia nell'oceano...Ma l'oceano non sarebbe così vasto senza tutte queste gocce.Perdonatemi se non mi avete più vista in strada con la danza e il banchetto xchè dal 23.01.2012 ho ripreso a lavorare dopo un anno di fermo dovuto al mio viaggio in Vietnam alla ricerca della mia identità che ho perso laggiù molto tempo fà.Un abbraccio di luce a voi fratelli e sorelle.

By Marja | 31-01-2012 - Permalink


I CA DAO DEL VIETNAM: LA POESIA DEL QUOTIDIANO CHE NUTRE L

I ca dao del Vietnam: la poesia del quotidiano che nutre l'uomo.
– La poesia, si sa, nacque esattamente quando nacque l’uomo. Prima della narrativa l’uomo manifestò la sua coscienza artistica tramite versi, tramite il modulare di ritmi e suoni. Ed era una poesia, come Omero insegna, che discettava del quotidiano, che nella vita di ogni istante, di ogni attimo, sapeva gemmare ed elevarsi a voce dell’eterno, in un laccio così stretto e inscindibile tra la materialità dell’esistenza e la validità acronica dei sentimenti. I primi poeti furon tutti anonimi, senza voci né volti, proprio perché la visione poetica era di competenza comune. “I ca dao del Vietnam” (pubblicati dalla ObarraO edizioni nel 2000) proprio questa ricchezza possiedono: quella, cioè, d'esser stati composti da uomini comuni, da contadini, da barcaioli, che possedevano la ricchezza piena della lingua e sapevano accordarla sontuosamente con gli elementi naturali, coi loro moti interiori, coi profili degli altri uomini e delle altre donne.

La lingua vietnamita è una lingua dolce e complessa, dalla storia travagliata e dagli apporti consistenti dal cinese e da altri idiomi. Per questa la traduzione contravviene molto al messaggio originale. Però le immagini che codesta poesia sa evocare, i legami d’assoluta perfezione, disarmanti nella loro semplicità e purezza, la perfetta corrispondenza tra sensi umani e potenza naturale non si incrina, ma riluce splendida e cristallina anche tramite l’interpolazione d’un traduttore (“Io sono una goccia di pioggia che cade, cade nel pozzo, cade nel roseto. Io sono una goccia di pioggia che cade, cade sul palazzo, cade nella risaia”).
I ca dao hanno formato non soltanto la coscienza poetica del popolo vietnamita, ma finanche quella politica e sociale, perché diventarono uno strumento privilegiato della resistenza, un tentativo di non cedere e di mantenersi saldi al proprio impegno prioritario di libertà (“Mangio germogli di bambù, mangio bambù grosso, in giro vedo solo bambù, nessun amico”, “se non vado in miniera tu cosa mangi?”). E poi c’è l’amore, il perfetto argomento poetico, che qui si colora di note lontane dalle nostre tradizioni, e ci si presenta diverso, remoto, e ancor più interessante: “Ti amo, è la mia piccola sorte”, “tante tegole ha il dinh, tante volte ti amo”, “Amarsi, non c’è bisogno di letto e stuoia, basta una grande foglia per coprirsi della rugiada”. E poi c’è la tradizione, la saggezza, la ricchezza dei vecchi che vedono passare le stagioni e imparano come vivere, assecondandole e rispettandole: “Pioggia fine del nono mese, vento gelato, sollevo il secchio come mani tremanti”, “Vado a lavorare la risaia comune, scodella grande, soldi in mano”.
Oriana Fallaci ha scritto che questo piccolo paese, il Vietnam, ci aveva dato troppo: “Ci ha dato la coscienza d’essere uomini”. Lei parlava della guerra; io credo che si possa dire anche per la poesia.

By Marja | 26-10-2011 - Permalink


VIRUS IN VIETNAM, 85 MORTI, MOLTI BAMBINI



Virus in Vietnam, 85 morti, molti bambini
Si tratta della malattia mani-piedi-bocca. Solo nel 2011, 35.000 casi
In Vietnam, dall'inizio del 2011 si sono registrati circa 35 mila casi della malattia mani-piedi-bocca che ha causato 85 morti, tra cui molti bambini sotto i 5 anni, secondo i dati diffusi dal governo.
Si tratta di una malattia di origine virale contagiosa, tipica dell'eta' pediatrica che, di solito, ha un decorso benigno. Il poderoso aumento dei casi ha spinto le autorita' sanitarie vietnamite ad intensificare gli sforzi per fermare il diffondersi del virus.
Per il momento i casi si sono concentrati in 17 tra citta' e province tutte localizzate nella parte sud del Paese.

By Marja | 26-10-2011 - Permalink


MEDICO ITALIANO RIDà SPERANZA AI BIMBI VIETNAMITI



MEDICO ITALIANO RIDA' SPERANZA AI BIMBI VIETNAMITI
Hanoi, 1 set. - Ridare dignita' fisica e psicologica ai bambini vietnamiti che, a causa di traumi o malformazioni, sono privi degli organi genitali. E' la missione di Roberto De Castro, medico italiano specializzato in urologia pediatrica, che da qualche mese e' al servizio di un ambizioso programma per la ricostruzione degli organi sessuali dei bimbi del Vietnam lanciato dal presidente dell'Asia Injury Prevention Foundation, Greig Craft. Unico chirurgo italiano ad aver messo a punto una speciale tecnica di ricostruzione degli organi riproduttivi, De Castro e' arrivato qualche giorno fa nella capitale vietnamita, per fornire assistenza e consulenza gratuita a 86 bambini affetti da deformazioni ai genitali, ricoverati presso il Medical University Hospital. I casi piu' gravi, si apprende da fonti diplomatiche ad Hanoi, verranno operati dallo stesso De Castro il prossimo novembre, in maniera completamente gratuita. Durante la sua visita, il medico ha inoltre tenuto un seminario presso la facolta' di medicina dell'Universita' di Hanoi. (AGI) .
Medico De Castro (al centro) e il bambino Thien Nhan
http://pierleo68.blogspot.com/2011/09/medico-italiano-rida-speranza-ai-bimbi.html

By Marja | 26-10-2011 - Permalink


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QUESTI OGGETTI SONO FATTI TUTTO A MANO (PORTAFOGLIO CON CERNIERA)

By Marja | 20-10-2011 - Permalink

Alla ricerca della mia identità fra quella polvere di vita che lasciai laggiù in Vietnam, sono emozioni e ricordi i miei che non conoscono il tempo,solo attimi della mia infanzia, che il destino ha cullato come vecchi carillon di giorni lontani, tra i ricami di stagione e rattoppi di vita lungo questo cammino. Ho rincorso un sogno lungo 144 stagioni... ma che lentamente si sta svelando


Nulla sarebbe stato senza l'aiuto di Dio e il vostro
Marja

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